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Dal mini video nessun indizio sulle violenze

Il procuratore Creazzo ha smontato l'ipotesi che il video sul cellulare di una delle studentesse Usa sia stato girato durante il presunto stupro

FIRENZE — Un fotogramma brevissimo, "un secondo di video". A questo si riduce il breve filmato trovato sul cellulare di una delle due studentesse americane che hanno accusato i carabinieri di violenza sessuale. Il procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo ha spiegato che il filmato molto difficilmente potrà essere utile alle indagini.

"E' girato in una situazione di confusione, forse per sbaglio e forse nel locale stesso - ha spiegato il procuratore - in cui si vede l'immagine senza testa, fino al ginocchio, di una persona in divisa. Impossibile da identificare". 

Creazzo ha poi precisato come sia "assolutamente falso che esista un video girato durante la commissione del reato e durante il quale una delle ragazze pronuncia la parola ''bastardo", come riportato da alcuni organi di stampa.

"L'Arma dei Carabinieri in questa vicenda è parte lesa - ha aggiunto il procuratore - e fin dal primo momento i carabinieri hanno partecipato attivamente e con determinazioni alle indagini affidate alla polizia".

Le indagini intanto vanno avanti. In particolare si attendono i risultati degli esami sul materiale biologico trovato sugli abiti delle due ragazze. Intanto la ministra della difesa Roberta Pinotti da Genova ha definito la vicenda "di una gravità inaudita" promettendo un atteggiamento "inflessibile" sul caso. 

Il procuratore ha poi detto che già nei prossimi giorni potrà essere sentito dagli inquirenti il più giovane dei due carabinieri. "E se non viene - ha detto il procuratore parlando con i giornalisti - sarà convocato". 

L'altro carabiniere che ha ammsso di aver avuto un rapporto sessuale con una delle studentesse si è presentato di sua iniziativa in procura nei giorni scorsi, accompagnato dal proprio legale. "Mi sono fatto trascinare in questa situazione, so di aver fatto una cosa inqualificabile ma non mi spiego perché - ha dichiarato agli inquirenti - Da 20 anni sono nell'Arma e le persone io le aiuto, ho anche corso dei rischi".

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