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La Maestà tradita, la donna secondo Pesce

E' arrivato a Firenze Gaetano Pesce per l'inaugurazione della sua opera d'arte monumentale, inaugurata questa mattina in piazza Santa Maria Novella

FIRENZE — Fa bella mostra di sé in piazza Santa Maria Novella la grande opera d'arte di Gaetano Pesce, la "Maestà tradita", scultura inedita dell’artista, che rappresenta una figura di donna avvolta in un lungo mantello, ispirata alla “Maestà” cristiana (l’iconografia della Madonna in trono) e quindi eco contemporaneo della celeberrima "Madonna Rucellai ” commissionata nel 1285 a Duccio di Boninsegna dalla confraternita dei Laudesi per la cappella della compagnia in Santa Maria Novella, poi spostata nel 1591 nella cappella Rucellai della basilica domenicana, infine trasferita agli Uffizi nel 1948.

La "Maestà tradita" di Pesce vuole essere un monumento alla ‘liberazione’ femminile e del femminile, testo di accusa e manifesto di una nuova civiltà, condanna per un mondo maschile che continua a tradire, offendere e violentare la sacralità del corpo femminile, della nuda carne del femminile, costringendola a sopportare la pena di “essere donna”, una mercificazione, manipolazione ed emarginazione insopportabile.

Presenti all’inaugurazione il sindaco di Firenze Dario Nardella, l’artista, designer e architetto Gaetano Pesce e  i curatori della mostra Sergio Risaliti e Vittorio Sgarbi.

La scultura fa parte della mostra Maestà Tradita di Gaetano Pesce inaugurata al Museo Novecento di Firenze (Piazza Santa Maria Novella) lo scorso 21 ottobre e aperta al pubblico fino all’8 febbraio 2017.

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