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Leggi razziali, Bonaventura, espulso dall'Ateneo

Enzo Bonaventrura

Una giornata di studio all'Università di Firenze per ricordare Enzo Bonaventura, psicologo espulso dall'Ateneo a causa delle leggi razziali

FIRENZE — L'Università di Firenze ricorda Enzo Bonaventura, psicologo espulso dall'Ateneo a causa delle leggi razziali, ad ottanta anni dalla loro emanazione e a 70 dalla morte dello studioso. 

A curare l'iniziativa, che ha visto gli interventi di numerosi professori e specialisti del settore, è stata Patrizia Guarnieri, docente di storia contemporanea nell'Ateneo fiorentino, insieme a David Meghnagi, dell'Università di Roma Tre e assessore alla cultura dell'Unione delle comunità ebraiche italiane. 

Bonaventura, nato a Pisa nel 1891 e formato a Firenze al laboratorio di psicologia Sperimentale sotto la guida di Francesco De Sarlo, fu docente di psicologia alla facoltà fiorentina di lettere fino al 1938, quando fu espulso a causa delle leggi razziali. 

Si rifugiò in Palestina, alla Hebrew University di Gerusalemme, dove fondò il dipartimento di psicologia.


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