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"La sospensione dei due carabinieri non basta"

Foto Facebook Roberta Pinotti

Dura posizione della ministra della Difesa Roberta Pinotti sul caso dei carabinieri accusati di stupro. Al lavoro una commissione interna

ROMA — Per la ministra della Difesa la sospensione da sola non è sufficiente a fronte del comportamento dei due carabinieri accusati di violenza sessuale dalle due studentesse americane di 19 e 21 anni riaccompagnate a casa dopo una serata in discoteca. "Sono state fatte cose gravissime, contro le regole e contro l'etica dei Carabinieri. Non ci sono attenuanti. Non posso anticipare l'esito della commissione interna, il primo atto è stata la sospensione ma penso si debba andare oltre", ha detto Pinotti a Porta a Porta. Oltre significa procedere con il lavoro della commissione interna all'Arma "che approfondirà e alla fine potrebbe proporre come conclusione un'archiviazione, una sospensione e la perdita del grado, che corrisponde al licenziamento". 

Pinotti si è anche detta favorevole all'ipotesi che l'Arma si costituisca parte civile. "Se fosse possibile - ha detto - lo consiglierei". "Anche la procura ha detto l'Arma è parte lesa. È così".

Intanto anche il secondo carabiniere accusato delle violenze insieme al collega si è presentato spontaneamente in procura insieme al suo avvocato. L'altro si era già recato di sua iniziativa nei giorni scorsi dalla pm che coordina le indagini, Ornella Galeotti. Quest'ultimo aveva detto di aver avuto un rapporto sessuale consenziente con una delle due ragazze. 

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