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Santa Maria Novella, un tesoro da scoprire

Il chiostro verde

Tre visite tematiche per conoscere nel profondo il complesso domenicano. Dal chiostro verde e i dipinti di Paolo Uccello al Cappellone degli Spagnoli

FIRENZE — Dopo il mese di apertura del Chiostro Grande e degli spazi adiacenti, i Musei Civici Fiorentini e l’Associazione MUS.E propongono un ciclo di visite tematiche dedicate ad alcuni spazi del complesso domenicano, utili ad apprezzarne la storia e i capolavori meno noti.

Il chiostro verde e i dipinti di Paolo Uccello – 28 gennaio
La visita consentirà di apprezzare otto meravigliosi affreschi della prima metà del Quattrocento, dipinti da Paolo Uccello e collaboratori per il Chiostro Verde ed esposti ora nel Refettorio dopo il delicato intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure. Si tratta di affreschi staccati facenti parte del ciclo delle Storie della Genesi e prevalentemente eseguiti in monocromo verdeterra - “a sugo d’erbe e terra verde”, come venne scritto nel Seicento - tanto da dare il nome all’intero chiostro. Capolavori del Rinascimento che sarà possibile assaporare in forma ravvicinata e in nuova leggibilità per approfondire poi la storia e gli sviluppi del Chiostro Verde, cuore del convento domenicano.

Il tesoro di Santa Maria Novella - 11 febbraio
Fin dal loro arrivo in città, agli inizi del XIII secolo, i domenicani suscitarono grande devozione nel popolo fiorentino, che nei secoli - grazie a lasciti e patronati - è stato fortemente partecipe della costruzione e dell’abbellimento di uno dei principali luoghi di culto della città. La basilica e il convento si sono così progressivamente arricchiti di mirabili opere d’arte e di un apparato di corredi per il culto che nel Quattrocento era considerato fra i più ricchi di Firenze. La visita permetterà al pubblico di scoprire i più significativi tesori dell’ordine: decori d’altare, vesti liturgiche, argenti e sante reliquie, la cui storia introdurrà alle grandi tematiche religiose e teologiche e consentirà di cogliere con maggiore cognizione i significati sottesi ai grandi capolavori ancora oggi custoditi nel complesso.

Il Cappellone degli Spagnoli – 25 febbraio
La visita permetterà di apprezzare la bellezza e comprendere la portata della sala dell’antico Capitolo del convento, più nota come Cappellone degli Spagnoli poiché dal 1566 venne concesso alla comunità spagnola. L’ambiente nasce infatti a metà Trecento per ospitare il consesso quotidiano dei frati, riuniti per la lettura e la meditazione sulla regola e viene affrescato da Andrea di Bonaiuto, il cui ciclo si pone come una delle più alte e spettacolari rappresentazioni della missione domenicana. Dipinti giustamente celebri, quindi, nei quali si celano particolari curiosi della storia dell’ordine e della città: fra questi, per esempio, la rappresentazione di Santa Maria del Fiore con una cupola ideale, progetto dello stesso pittore.

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