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La Toscana chiede giustizia per Niccolò

Affisso uno striscione sulla facciata del Consiglio regionale. Il padre del giovane ucciso a Lloret de mar: "Hanno voluto uccidere Niccolò"

FIRENZE — "Giustizia per Niccolò Ciatti" recita lo striscione affisso sulla facciata del Consiglio regionale per chiedere che i colpevoli della morte del 22enne di Scandicci ucciso in discoteca a Lloret de mar lo scorso 13 agosto siano assicurati alla giustizia. Il presidente Eugenio Giani ha incontrato il padre di Niccolò, Luigi, per manifestargli la solidarietà dell'assemblea toscana. 

“Sento il bisogno di avere giustizia”, ha detto il padre del ragazzo che, parlando delle indagini in corso, si è detto preoccupato dalla possibilità che l'unico dei tre ceceni in carcere per il pestaggio mortale possa essere rilasciato. "Sono preoccupato, io come ho sempre detto il video non l'ho visto fino alla fine ma so esattamente quello che ha fatto questa persona: non è capitato, lo ha voluto fare, ha voluto uccidere Niccolò. E' impensabile che possa essere scarcerato ma la richiesta c'è. Non può succedere...". "So che le cose saranno lunghe - ha detto tra le lacrime - è l'unica cosa che posso fare, non ho altro. Le indagini ora sono nella fase investigativa e mi hanno detto che ci vorrà molto tempo". Ciatti ha anche detto che preferirebbe che a giudicare fosse un tribunale italiano e di auspicare l'estradizione. "Non per sfiducia per le autorità spagnole, ma solo perché siamo a casa". 

All'incontro con Luigi Ciatti, erano presenti anche i rappresentanti dei gruppi politici regionali. Una tragedia come quella di Niccolò, ha detto Giani annunciando la presentazione di una risoluzione sulla vicenda in Consiglio regionale, deve trovare giustizia.

"Lo striscione rappresenta la volontà di tutti i toscani - ha detto Eugenio Giani - e lo terremo affisso finché riterremo opportuno come testimonianza e presidio per far vedere come la pensano tutti gli abitanti della Toscana. Chiediamo giustizia perché crediamo che la vicenda che ha colpito la famiglia Ciatti può coinvolgere ciascuno dei nostri ragazzi". Secondo Giani, "queste sono cose gravissime. Nel prossimo Consiglio regionale presenteremo una risoluzione perché le autorità e i giudici spagnoli sappiano che tutta la Toscana, direi tutta Italia, in questi momenti sono vigili e attenti verso di loro. Che non ci sia giustizia per una cosa così palese, evidente, drammatica è una cosa che nel mondo civile non ci possiamo permettere".

rilanciato l'appello a farsi avanti a chiunque sia in possesso di video dell'aggressione avvenuta sotto gli occhi della folla che quella sera si trovava nella stessa discoteca del 22enne. "Nessuno mi ha contattato, o mi ha fatto avere in forma anonima alcunché - ha detto - Soltanto una ragazza francese mi ha scritto che lei non ha assistito a tutto, solo alla parte finale, ma solo visivamente. Mi ha detto che il suo ragazzo ha cercato di aiutare Niccolò per portarlo fuori. E mi ha detto, ho capito che era grave perché gli usciva il sangue dall'orecchio". "Dovete sapere che dopo dieci minuti ballavano sul sangue di Niccolò". 

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