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Omicidio Ashley, Diaw condannato anche in appello

Cheik Diaw

La Corte di Assise di appello ha confermato la condanna per il senegalese accusato di aver ucciso la donna americana, nella sua abitazione

FIRENZE — E' stato condannato anche in appello a trent'anni di carcere Chaik Diaw, il giovane senegalese accusato di aver ucciso, strangolandola, l'americana Ashley Olsen. La Corte di assise di appello ha quindi confermato la condanna del processo di primo grado.

Il delitto risale al 9 gennaio 2016 e stando alla ricostruzione dell'accuso Diaw lo avrebbe compiuto nell'appartamento della donna dopo aver trascorso alcune ore con lei. Il pubblico ministero aveva chiesto l'ergastolo per il senegalese. Inutili i tentativi della difesa di smontare la tesi accusatoria, evidenziando quelle che gli avvocati ritenevano delle anomalie e sottolineando anche la posizione del fidanzato fiorentino di Ashley, con cui la ragazza aveva litigato qualche giorno prima e che poi scoprì il cadavere.

All'udienza ha presenziato il padre di Ashley, Walter Olsen. 

"Sono contento di questa seconda sentenza che conferma la condanna del responsabile dell'omicidio di mia figlia - ha dichiarato Olsen - Su mia figlia sono state dette cose bruttissime, era una ragazza bellissima e vuona che l'assassino ha tolto alla sua famiglia e al suo ambiente, Ashley non se l'è cercata, sono orgoglioso di lei".

Il fratello e alcuni connazionali di Cheik Diaw hanno invece commentato: "Ora siamo nelle mani di Dio. Cheik è stato condannato per la seconda volta. Ora speriamo nella Cassazione".


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