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Tamponi Covid, interdetti i responsabili di un laboratorio privato

I due sono accusati di frode nelle pubbliche forniture per aver utilizzato un reagente non autorizzato. I test venivano effettuati per conto delle Asl

TOSCANA — Il legale rappresentante e il direttore di un laboratorio privato situato sul territorio regionale a cui le Asl toscane avevano affidato l'incarico di analizzare fino a tremila tamponi al giorno per la diagnosi del Covid-19 sono stati interdetti dal tribunale di Firenze nell'ambito di un'inchiesta della Finanza in cui viene ipotizzato il reato di frode nelle pubbliche forniture. A seguito del provvedimento di interdizione, per un anno il legale rappresentante non potrà siglare contratti con la pubblica amministrazione mentre il direttore del laboratorio, per lo stesso periodo, non potrà svolgere le sue funzioni dirigenziali.

Al centro delle indagini ci sarebbe un reagente utilizzato nel laboratorio per processare i tamponi, privo del marchio di conformità CE e generalmente usato solo a fini di ricerca. Stando agli accertamenti effettuati dall'Istituto Superiore di Sanità e dall'Istituto Spallazani di Roma, il reagente contestato, seppure non autorizzato, non avrebbe falsato l'esito delle analisi.

L'affidamento del servizio al laboratorio risale al periodo compreso fra l'Aprile e il Luglio scorso. Il contratto stipulato con il Servizio sanitario regionale aveva un valore complessivo di circa 10 milioni di euro.

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