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Gallerie Uffizi nel mirino dei bagarini digitali

Il deputato fiorentino Gabriele Toccafondi ha interrogato il ministro Dario Franceschini in merito al cosiddetto fenomeno del "bagarinaggio on line"

FIRENZE — Stamattina a Montecitorio il ministero dei Beni e le attività culturali guidato da Dario Franceschini ha risposto ad una interrogazione del deputato fiorentino Gabriele Toccafondi sul tema del cosiddetto bagarinaggio on line, che "colpisce anche i musei fiorentini" come ha sottolineato Toccafondi.

"Se oggi digitiamo la parola 'Uffizi' sui motori di ricerca - ha spiegato Toccafondi - il sito ufficiale delle Gallerie degli Uffizi arriva dopo una serie di altri siti internet che vendono i biglietti a prezzi maggiorati. Il biglietto sul sito ufficiale infatti costa 20 euro più 4 se con prenotazione, mentre su questi siti si trovano anche a 30 euro. O ancora i biglietti cumulativi validi per Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli, che sul sito ufficiale costano 38 euro e valgono tre giorni, su questi siti si trovano a 48 euro. È un tema non semplice e tutti dobbiamo impegnarci per trovare una soluzione. Di sicuro la situazione attuale non aiuta il buon nome della nostra città nel mondo” ha concluso il deputato fiorentino.

La sottosegretaria di Stato per i Beni e le attività culturali e per il turismo ha risposto "Il ministero e il direttore degli Uffizi seguono già da tempo e con attenzione questo fenomeno. Gli articoli di stampa dell'estate scorsa riferiscono che a queste azioni di contrasto al crimine si affiancherà anche il Comune di Firenze, notizia questa accolta con estremo favore dalla Direzione delle gallerie. Vorrei rassicurare, pertanto, l'onorevole interrogante circa il fatto che non solo il Ministero è al corrente della situazione ma che è da anni impegnato a contrastare il fenomeno, tanto che si è potuta ottenere la chiusura di numerosi siti abusivi. Concludo con una precisazione in merito alla “posizione” del sito ufficiale sui motori di ricerca, precisando che esso, in realtà, è il primo dopo i siti con gli annunci a pagamento".

"Ho digitato in questo momento le parole “Uffizi” e “biglietto” nel più importante motore di ricerca - ha replicato Toccafondi in aula - e il sito ufficiale degli Uffizi arriva al quarto posto, dopo gli annunci a pagamento - sì è vero - ma arriva al quarto posto. Questo per uno straniero è incomprensibile. Si presume che sia possibile acquistare on line in tutti i siti senza aggiunta di ulteriore aggravio economico. Se poi vedo i primi 50 siti che emergono dalla ricerca, 49 o 48 sono, appunto, a pagamento, cioè richiedono un quid ulteriore rispetto al costo del biglietto ed è inammissibile perché è il nostro biglietto da visita. E, poi, per quale motivo in più ci dovrebbe essere una rendita di posizione per chi in fondo cosa offre? Offre solo la vendita di un biglietto, così come i canali ufficiali, e magari quei biglietti maggiorati sono comprati pochi minuti o poche ore prima proprio sul canale ufficiale. Quindi, è una cattiva luce rispetto al nostro Paese e al nostro sistema dei musei. Per questo chiedo al Governo di proseguire speditamente nella sua azione. Online, sui siti non ufficiali, il singolo biglietto per gli Uffizi costa addirittura 28,5 euro anziché 24 euro, ovvero 20 euro più 4 euro della prenotazione sul sito ufficiale. Non c'è un motivo plausibile, anche perché in questi siti non ufficiali si presuppone che si saltino le file e non è così, lo sappiamo; e, anzi, l'unica modalità per avere la certezza dell'orario d'ingresso è proprio acquistare sul sito ufficiale".

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