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Insegnanti in presidio contro la scuola precaria

Le organizzazioni sindacali hanno lanciato un allarme sulla carenza di organico e sul precariato presidiando la sede dell'ufficio scolastico regionale

FIRENZE — Alla ripartenza delle lezioni in presenza, il 14 Settembre alle ore 12 e 45, è stato organizzato un presidio in Via Mannelli a Firenze davanti alla sede dell'ufficio scolastico regionale cui hanno preso parte le rappresentanze Cgil, Cisl e Uil di categoria, Cobas Scuola, assieme al gruppo Priorità alla Scuola. Le sigle hanno in programma una manifestazione a Roma per il 26 Settembre.

"Il presidio si è svolto con una notevole partecipazione soprattutto dei precari - hanno reso noto i Cobas con una nota - una delegazione è stata accolta dal Dirigente dell'ufficio scolastico provinciale e sono stati affrontati i problemi rispetto ai ritardi e agli sbagli degli inserimenti nelle GPS. Il personale Ata deve essere ancora convocato l'apertura delle scuole si presenta problematica per molti aspetti. Se non saranno accolte le nostre richieste sulle integrazioni e domande che non tutti i docenti sono riusciti a compilare prima della scadenza dei termini faremo sentire ancora la nostra voce. Continueremo a porre il problema scuola in ogni istanza fino alla grande manifestazione nazionale a Roma il 26 Settembre".

"Le ventilate 84.000 assunzioni sono ancora di là da venire e l’anno scolastico si riaprirà con un numero mai visto di docenti precari in cattedra. A ciò si aggiunga il pasticcio delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze che sono state pubblicate in modo definitivo con molteplici errori. Oggi più che mai è necessario stabilizzare il personale precario e dare il via ad immediate assunzioni. Ma non finisce qui: i ruoli assegnati pochi giorni fa sono a rischio a causa della mancata pubblicazione dell’ordinanza ministeriale in deroga al decreto della scuola del 6 giugno 2020. Inoltre, è particolarmente scandalosa la formula “usa e getta” con cui saranno assunti i 50mila lavoratori del cosiddetto “organico Covid”: licenziabili in tronco in caso di nuova sospensione. È evidente che così non potranno essere garantite né la sicurezza, né il diritto allo studio con la didattica che non può che essere “in presenza”, dato che la scuola ha bisogno di relazioni sia emotive che cognitive" recita una nota sindacale.

Per quanto riguarda i lavoratori fragili, "il Ministero dell’Istruzione, solo a 3 giorni dall’inizio della scuola, ha dato una serie di farraginose e limitate disposizione in merito. Invece, sarebbe opportuno che, a domanda volontaria, coloro che sono vicini alla pensione vengano messi in quiescenza, senza perdere nessun diritto economico (lo stesso va fatto per tutti i lavoratori cosiddetti “non idonei per motivi di salute”). Per gli altri, perdurando la pandemia, vanno semplicemente garantite le sostituzioni temporanee".

Infine "Le classi pollaio non sono affatto diminuite, anzi! La distanza di un metro boccale di fatto consente di avere nelle aule molte/i più alunne/i di quanto previsto con la normativa vigente. Chiediamo una immediata riduzione del numero di alunni per classe: 15 come tetto massimo! Ed ancora denunciamo che anche quest’anno molti alunni disabili non avranno fin dal primo giorno insegnanti di sostegno, né assistenti".

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