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Bomba, anarchico in carcere ma non per l'attentato

Convalidato l'arresto di uno dei fermati dopo l'attentato a Casapound. Per il gip fa parte di un'associazione a delinquere di stampo anarchico

FIRENZE — Rimane in carcere ma non per aver partecipato all'organizzazione dell'attentato commesso il primo gennaio a Firenze e che è costato una mano e un occhio all'artificiere di polizia Mario Vece. Per il gip del tribunale di Firenze, al quale sono stati trasmessi per competenza gli atti dal gip di Lecce, non ci sono infatti prove di un coinvolgimento diretto dell'uomo arrestato in Puglia. 

Tuttavia il giudice di Firenze ha disposto comunque la sua custodia cautelare in carcere per l'accusa di associazione a delinquere, non presente nel decreto di fermo originario ma contenuta nella richiesta avanzata dal pm fiorentino. Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe fatto parte di un'associazione a delinquere di stampo anarchico attiva a Firenze, finita peraltro al centro di un'inchiestache sfociata in alcuni arresti lo scorso  31 gennaio.

Delle persone arrestate nel corso del blitz scattato qualche settimana fa nell'ambito dell'inchiesta per gli attentati a Casapound e Rovezzano resta in carcere anche l'uomo inchiodato dal dna ritrovato su un frammento dell'ordigno esploso.

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