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Lupi di Toscana, cimeli lungo un vecchio sentiero

Un giovane toscano armato di metal detector si è messo a setacciare la campagna dopo aver ascoltato i racconti del nonno risalenti agli anni '40

FIRENZE — Lungo un sentiero del Casentino sono emersi alcuni cimeli dei Lupi di Toscana, il Reggimento dell'Esercito italiano che ha avuto a Firenze la sua sede presso la Caserma Gonzaga, a trovarli è stato un giovane armato di metal detector, incuriosito dai racconti del nonno che ricordava di aver portato il caffè ai soldati alla fine degli anni '40. Mirko Bronchi ha raccontato a QuiNews Firenze la sua storia.

"Mio nonno, classe 1939, mi ha raccontato di quando, dopo la Guerra, portava il caffè ai soldati ed erano loro stessi a fornire la pregiata bevanda che a quel tempo scarseggiava tanto che nelle case si usava l'orzo. I soldati ne avevano una scorta e così lo davano a sua madre per poi servirlo ai commilitoni. Il racconto mi ha incuriosito e così sono andato con il mio metal detector lungo i sentieri del Comune di Bibbiena, dove mio nonno collocava la presenza dei soldati. La ricerca non è stata facile, inizialmente ho trovato una stelletta a circa venti centimetri di profondità. Poi mi sono imbattuto in una spilla raffigurante dei lupi ed ho pensato che l'avessero persa dei cacciatori. E' stato solo dopo aver postato le immagini su Facebook che ho capito di avere tra le mani le insegne dei gloriosi Lupi di Toscana dei quali ho scoperto la storia ed ho trovato anche un Gruppo social dedicato a chi ha prestato servizio militare vestendone le insegne". Proprio su quel Gruppo Mirko ha trovato degli appassionati che hanno apprezzato il ritrovamento datando ciascun oggetto.

Adesso i cimeli che fine faranno? "Mi piacerebbe che finissero insieme ad altri simboli militari ritrovati nel corso degli anni da queste parti. Esistono dei luoghi in cui i privati hanno raccolto i cimeli della prima e della seconda Guerra, intanto però gli ho condivisi con gli ex Lupi attraverso i social". 

L'Associazione Lupi di Toscana si trova oggi a Firenze, mentre il monumento che si trovava nella Caserma dismessa al confine tra Firenze e Scandicci è stato trasferito nella Caserma Predieri di Rovezzano. 

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