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"Senza bussini l'unica strada è riaprire il Duomo"

In foto piazza Duomo deserta durante l'emergenza Covid

Il vice coordinatore della Rsu di Ataf lancia una proposta destinata a far discutere, l'ipotesi è quella di superare la pedonalizzazione del Duomo

FIRENZE — "Non possiamo più contare sui bussini, sarà necessario superare certe scelte fatte ad iniziare dalla pedonalizzazione di piazza Duomo" così Massimo Milli, vice coordinatore della Rsu Ataf e responsabile della Faisa Cisal Firenze irrompe nel dibattito sulla riorganizzazione del trasporto pubblico nella fase definita Covid 2.

Un nuovo piano per la mobilità è allo studio di Palazzo Vecchio che punta molto su bicicletta ed auto a noleggio, poi ci sono il tram ed i bus urbani. Mentre il tram ha trovato a Santa Maria Novella il suo snodo principale verso Scandicci, Careggi e Novoli, con l'esclusione di tutta l'area dell'Oltrarno ed a sud di Firenze, gli autobus sono riusciti a superare lo scoglio di piazza del Duomo solo grazie all'uso di mezzi elettrici dalle piccole dimensioni che nella fase Covid 2 rischiano però di restare inutilizzati.

"Cosa facciamo, mandiamo in strada i Bussini per un passeggero alla volta? Mi pare abbastanza chiaro che sui cosiddetti Bussini per un po' non potremo contare" è quanto sostiene Milli che aggiunge "diventa necessario superare delle scelte fatte dalle passate amministrazioni in tempi che permettevano di adottarle con altrettante decisioni che questa emergenza impone". "Serve provvedere alla riapertura parziale della tragitto Stazione-Duomo-San Marco e viceversa per agevolare gli spostamenti verso il centro storico, a seguito del problema dei bussini e delle linee con poca capienza. Ritengo sia giunto davvero il momento di rivedere, anche seppur temporaneamente, quelle scelte prese in tempi diversi dalla giunta Renzi e che oggi potrebbero davvero rivelarsi necessarie per la collettività".

Secondo le prime stime il rischio da scongiurare è il massiccio ricorso al trasporto privato che potrebbe ingolfare le arterie stradali con ripercussioni sui collegamenti degli autobus verso il tram e verso la stazione, in pratica verso Santa Maria Novella.

"Se qualcuno immagina che il trasporto pubblico locale possa ripartire come prima, sta guardando un film alla radio - ha sottolineato Milli - almeno per quanto riguarda la nostra realtà ed alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate da Ataf, sottolineo ancora una volta l'importanza di: recuperare personale interno, al momento in ferie forzate o al fondo, e ricollocato immediatamente come addetto all'incarrozzamento ed al controllo flussi ed aumentare fin da subito il servizio, inserendo più vetture e più personale in tratte maggiormente frequentate". 

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