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Tram, ecco cosa potrebbero trovare gli archeologi

Apre il primo cantiere in vista del prolungamento della tramvia, sui viali arrivano gli archeologi per i saggi richiesti dalla Soprintendenza

FIRENZE — I saggi archeologici richiesti dalla Soprintendenza lungo il percorso della linea 3.2 per Bagno a Ripoli seguono il tracciato delle vecchie mura di Firenze abbattute nell'800 per dare più spazio, e prestigio, alla città Capitale d'Italia. Una perdita che tanti fiorentini rimpiangono ancora oggi, ma non quando sono alla guida nel traffico cittadino. 

Da lunedì mattina, 19 luglio, e fino al 30 agosto sono previsti restringimenti da viale Matteotti a lungarno Pecori Giraldi con forti riduzioni di carreggiata in orario notturno. I saggi inizieranno in viale Giovine Italia e piazza Beccaria, poi a seguire viale Matteotti, piazzale Donatello per chiudere in viale Gramsci.

Ma cosa potrebbero trovare gli archeologi? Magari i resti della leggendaria Porta Fiesolana detta anche Porta a Pinti, sull'odierna piazza Donatello oppure delle vecchie "diacciaie" che oggi sarebbero sul viale Matteotti. Potrebbero trovare i resti dei porticati che un tempo abbracciavano Porta alla Croce, ancora oggi in piazza Beccaria. 

Un aiuto lo chiediamo alle immagini ed alle didascalie raccolte e curate da Gianni Greco per la sua Pagina Vecchia Firenze Mia che contiene un Album fotografico dedicato espressamente alle antiche mura fiorentine. 

Tra le varie foto d'epoca troviamo quella che Greco definisce "Una tristissima immagine della distruzione delle mura nel tratto tra Porta San Gallo e Porta a Pinti. Laggiù in fondo i cipressi del Cimitero degli Inglesi, e sembra ancora in piedi Porta a Pinti, che verrà demolita. Questo diventerà il Viale Matteotti, che avrebbe potuto benissimo correre lungo le mura, perché avevano sempre un pomerio, spazio dall'una e dall'altra parte. La volontà fu di abbattere. E hanno abbattuto".
Ed ancora "Lungo viale Matteotti c'erano le vasche dove si formava il ghiaccio da raccogliere e usare durante i mesi più caldi". Infine "Questa è una rara foto di Porta a Pinti. Non la cercate, non esiste più. Immagini come questa fanno parte di una storia che non permette confronti tra il prima e il dopo: c'è solo il prima. Dopo, niente".

Un'altra didascalia ci porta più avanti sui viali in direzione dell'Arno a "Porta alla Croce, fondata nel 1284 e detta alla Croce per la vicinanza d'una croce che si presumeva eretta sul posto dove san Miniato aveva sofferto il martirio. Fu abbassata e modificata per l'apposizione delle cannoniere da Antonio da Sangallo nel 1526, e la lunetta fu affrescata da Michele di Ridolfo del Ghirlandaio. I due portici laterali, aggiunti dall'architetto Paolo Veraci nel 1817, furono demoliti con isolamento della porta nel 1868".

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