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Rider morto a Bologna, ira dei fattorini a Firenze

Foto Simone Scavullo

Chiedono maggiori tutele i ciclofattorini che rappresentano la generazione della gig-economy e protestano per migliorare le condizioni di lavoro

FIRENZE — Rider fiorentini in piazza per denunciare una "morte sul lavoro". Dopo l'incidente di Bologna nel quale un rider ha perso la vita dopo essere stato investito da una vettura delle forze dell'ordine, i ciclofattorini di tutta Italia si sono ritrovati in varie città per dare voce alla categoria che rappresenta la generazione della cosiddetta gig economy, la nuova economia digitale nella quale il rapporto di lavoro passa attraverso la rete.

I rider fiorentini si sono dati appuntamento in piazza della Signoria, sotto Palazzo Vecchio, ed hanno appeso striscioni su alcuni monumenti. Fin dalle prime battute hanno chiarito che la protesta non riguarda la dinamica del sinistro stradale che è costato la vita di un loro collega "I rider mettono in conto il rischio" hanno sottolineato, mentre l'attenzione si è invece diretta verso il rapporto di lavoro perché "il nostro collega è morto sul lavoro".

"I riders hanno assolutamente ragione. Il governo non sta facendo nulla, gli impegni che aveva preso un anno fa di dare leggi e garanzie sono stati disattesi" è quanto dichiarato oggi a Torino dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

I sindacati Cgil, Cisl e Uil si sono mossi nei mesi scorsi per chiedere maggiori tutele per la categoria con un contratto di lavoro che preveda non solo le garanzie occupazionali ma anche eventuali coperture assicurative.

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