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Dalla Toscana a Ischia per salvare il piccolo Ciro

I vigili del fuoco di Firenze e Pisa tra i soccorritori che hanno estratto il bambino dalle macerie del sisma. Per loro il Gonfalone d'Argento

ISCHIA — Sono partiti subito dopo il terremoto e anche a Ischia hanno portato la loro competenza e il loro cuore. Perché estrarre il piccolo Ciro, che ha salvato i due fratellini facendoli rifugiare sotto il letto quando la terra ha tremato, è stato un lavoro lungo e complesso. Lo è stato sul piano linguistico. Sì, perché tra il bambino che parla un marcato accento napoletano e i vigili del fuoco toscani, per esempio, i problemi di comprensione non mancano. Lì c'erano Nicola Ciannelli, che dirige il nucleo Usar Toscana, e Alessandro Susini, dei vigili del fuoco di Pisa

Il complesso colloquio è stato raccontato sul profilo Instagram di Luca Cari, responsabile della comunicazione in emergenza dei vigili del fuoco. Quando infatti Ciro ha supplicato i soccorritori con "Muvitv!", cioè "sbrigatevi!, il vigile del fuoco toscano che si trovava in superficie ha risposto: "Un avé furia". Risposta di Ciro: "Ca'' itt chist?!". Immediata traduzione del pompiere di Napoli: "Nun ghi e press", cioè "Non andare di fretta.

Ora per i due vigili del fuoco toscani che hanno contribuito a salvare il piccolo Ciro e i suoi due fratellini il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani proporrà all'Ufficio di presidenza dell'assemblea toscana il conferimento del Gonfalone d'argento. Entrambi avevano già partecipato alle operazioni di salvataggio all'Hotel Rigopiano, lo scorso anno.

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