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Uffizi-Accademia, Franceschini ingrana la retro

Dario Franceschini

Il neoministro dei Beni Culturali ha congelato i decreti attuativi della riforma dei musei firmata dal predecessore Bonisoli in piena crisi di governo

FIRENZE — La "controriforma" firmata dall'ex ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli (M5S) in carica con l'ormai finito governo gialloverde si è già incagliata nello stop imposto dal ritorno alla guida del Mibac di Dario Franceschini (Pd) nominato con il governo giallorosso che proprio ieri ha incassato la fiducia al Senato. 

I decreti attuativi del pacchetto di provvedimenti targati Bonisoli sui musei sono stati infatti subito congelati. Franceschini si è affrettato a specificare che si tratta solo di "una misura cautelativa perché sono dei decreti fatti in agosto quando la crisi politica era già aperta" e che quindi "non c'è la volontà di disfare". Sta di fatto, comunque, che la sospensione potrebbe far incagliare una legge che in Toscana aveva già sollevato un polverone con il passaggio dell'Accademia sotto l'ombrello degli Uffizi e la creazione di un polo museale di proporzioni ciclopiche e il rebus sulla nuova direzione. Contro la legge Bonisoli, a Firenze, si erano scagliati il sindaco di Firenze Dario Nardella e l'assessore alla cultura del Comune Tommaso Sacchi. 

Le misure approvate dal precedente ministro prevedono, oltre agli accorpamenti tra musei, anche la nascita di dieci Direzioni territoriali delle reti museali al posto dei Poli museali regionali. Ora il nuovo governo nato dalla crisi di Ferragosto, potrebbe rimescolare di nuovo le carte. 

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