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"Buoni spesa? Le botteghe non siano escluse"

Confesercenti ha chiesto ai sindaci di garantire anche nei negozi di vicinato l'uso delle risorse liberate dal governo con l'ultimo decreto anti-Covid

FIRENZE — Dopo l'emanazione del nuovo decreto del governo in materia di contenimento del coronavirus che ha, tra le altre cose, destinato 400 milioni di euro ai Comuni per distribuire buoni spesa per i generi di prima necessità alle famiglie in difficoltà, Confesercenti Firenze ha chiesto ai sindaci del territorio di non lasciare fuori le botteghe di vicinato dal novero dei negozi in cui i buoni potranno essere utilizzati. A Firenze spetteranno circa due milioni di euro dell'ammontare totale delle risorse, 21 milioni a tutta la Toscana. 

In una nota dell'associazione si legge, infatti, che "spetta all'amministrazione comunale decidere" le modalità di utilizzo delle risorse nella grande distribuzione e nei piccoli negozi. Da qui la decisione di scrivere "a tutti i Sindaci del nostro territorio affinché vengano prese in considerazione anche le piccole botteghe di quartiere e non tutto venga fatto attraverso accordi esclusivi con la GDO (grande distribuzione organizzata)". A dirlo è il vicepresidente nazionale Fiesa e Confesercenti Firenze Raffaele Viggiani. 

Una considerazione che deriva dal ruolo che i piccoli negozi esercitano "nella riduzione di file ed assembramenti nei supermercati del territorio. Tra l’altro provvedendo anche in proprio (e non senza difficoltà) alla dotazione di mascherine e protezioni per titolari e dipendenti delle attività” .

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