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Giardino curato dai residenti "Noi lasciati soli"

L'Associazione Giardino San Jacopino lancia un appello all'amministrazione fiorentina affinché torni ad occuparsi della manutenzione dell'area

FIRENZE — I volontari si sono sentiti abbandonati dall'amministrazione ed hanno suonato un campanello di allarme. L'Associazione Giardino San Jacopino che opera nell'omonima area verde del Quartiere 1 è un modello gestionale innovativo di un bene pubblico, avviato nel 2012 con la sottoscrizione di una convenzione con Palazzo Vecchio, rinnovata poi nel 2016. I volontari aprono e chiudono l'area oltre a curarne il decoro ed organizzare eventi durante l'arco dell'anno. Nelle ultime ore il cartello che indica la gestione volontaria del giardino è stato rimosso in segno di protesta.

"Lo abbiamo fatto - spiega Camilla, la vice presidente dell'Associazione, a QuiNews Firenze - perché ci siamo sentiti abbandonati dall'amministrazione che più volte ha promesso degli interventi che non sono stati realizzati. Non volevamo che i frequentatori attribuissero alcune mancanze all'operato della nostra Associazione". Quali mancanze? "Dall'arredo alla manutenzione straordinaria, all'assenza "per fantomatici lavori" dei servizi igienici - risponde Camilla - fino alle situazioni di pericolo percepite dai frequentatori. Ci sono delle problematiche strutturali che possono essere monitorate e tenute sotto controllo solo attraverso un rapporto diretto con chi può intervenire efficacemente, ovvero l'area tecnica del Comune di Firenze". Un esempio? "Nel corso degli anni ci siamo impegnati anche effettuando interventi onerosi per i cittadini - sottolinea Camilla - ad esempio abbiamo seminato il prato; “ci era stato promesso un impianto di irrigazione che avrebbe potuto attingere l'acqua da un pozzo già presente, quindi con bassi costi di realizzazione e senza sprecare preziosa acqua potabile, ma non è mai stato fatto. Di conseguenza il prato versa in condizioni pietose, si vede più terra marrone che erba verde con le immaginabili conseguenze sia in periodi di siccità (si alzano nubi di polvere irrespirabile) sia in periodi piovosi (tutta la terra delle aiuole finisce nelle caditoie e il giardino diventa impraticabile). Siamo sostenuti dalle iscrizioni all'Associazione e per questo motivo sentiamo il dovere etico di rendere conto dello stato dei luoghi, non ci sembra giusto però dover rispondere di qualcosa che non compete a noi amministrare".

E adesso? "Non intendiamo mollare - conclude Camilla - né venire meno alla convenzione, abbiamo suonato un campanello di allarme affinché l'Amministrazione ascolti le legittime e ragionevoli richieste dei cittadini di questo rione e agisca di conseguenza". 

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