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Trent'anni di carcere all'omicida di Idy Diene

La vittima, Idy Diene

La Corte di Assise di appello ha quasi raddoppiato la pena prevista in primo grado all'ex tipografo che il 5 marzo 2018 uccise il senegalese

FIRENZE — In primo grado era stato condannato a 16 anni di carcere. In appello è stata portata a 30 anni la pena inflitta a Roberto Pirrone, l'ex tipografo che il 5 Marzo 2018 uccise a colpi di pistola sul ponte Vespucci il venditore ambulante senegalese Idy Diene, 53 anni, residente a Pontedera. 

Contrariamente ai giudici di primo grado, la Corte di Assise di appello ha contestato all'imputato l'aggravante dei futili motivi. E la pena è stata quasi raddoppiata. Il processo si è svolto con rito abbreviato.

L'assassinio si consumò sul ponte Vespucci. Pirrone raccontò di essere uscito di casa con l'intenzione di togliersi la vita per i gravi problemi economici che lo assillavano ma, non trovando il coraggio di premere il grilletto contro di sè, decise di individuare una vittima a caso fra i passanti. Dopo aver scartato alcune persone che avevano incrociato il suo cammino, puntò il grilletto e sparò contro il povero Diene, persona conosciuta e stimata in città e sposato con la vedova di Samb Modou, un altro ambulante senegalese dal destino atrocemente analogo al suo: anche Samb Modou fu ucciso nel 2011 senza ragioni apparenti se non quella del razzismo dall'estremista di destra Gianluca Casser. Il delitto fu messo in atto in piazza Dalmazia.

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